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Polimerica

Il Covid non ferma le bioplastiche

Anche nell’anno della pandemia l’industria italiana delle plastiche compostabili ha visto crescere fatturato, volumi e occupazione.

Assobioplatiche fatturato

Rallenta, ma non si ferma la crescita dell’industria delle plastiche compostabili nel nostro paese. Nel 2020  il fatturato del settore ha toccato 815 milioni di euro, in crescita del +9,7%, per una produzione appena superiore a 110mila tonnellate, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Risultati che letti alla luce della crisi pandemica confermano la buona salute del settore, anche se i volumi assoluti sono ancora lontani da quelli delle plastiche convenzionali.

Il quadro congiunturale di questa industria è stato tratteggiato oggi da Assobioplastiche con la presentazione del 7° Rapporto annuale, basato sui dati elaborati da Plastic Consult.

Assobioplastiche volumi

Il rallentamento più evidente riguarda il numero di aziende278 al 31 dicembre 2020, rimasto pressoché al livello dell’anno scorso (+3 unità), mentre tra il 2019 e il 2020 era passato da 252 a 275 (+10%).
La composizione vede 4 fornitori di chimica e intermedi di base, 21 produttori e distributori di granuli, 193 operatori di prima trasformazione e 60 di seconda trasformazione.
La Regione con il maggior numero di imprese si conferma la Lombardia, con 45 aziende che occupano poco meno di 280 addetti dedicati, seguita da Veneto (29 aziende, 270 addetti), Campania (18 aziende, 255 addetti), Emilia Romagna, Puglia e Piemonte.

Andamento più vivace, invece, per  l’occupazione, cresciuta in un anno del +4,8% a 2.775 addetti diretti, in un periodo – come abbiamo detto – contrassegnato dall’emergenza pandemica, dall’incertezza e dal rallentamento dell’economia.

Per quanto concerne i settori applicativi, tutti – ad eccezione dei sacchetti ultraleggeri (-2,9%) – hanno visto crescere i consumi nell’anno appena trascorso: gli shopper si sono attestati a circa 58.000 tonnellate (+2,7% sul 2019), scontando ancora la concorrenza molesta dei sacchetti in polietilene, fuori norma (1 su 4); ma il trend generale di questo segmento è comunque in costante declino.
Assobioplastche

Anche alla luce della Direttiva SUP, di prossima applicazione, si segnala la crescita a ritmi sostenuti delle stoviglie e articoli monouso compostabili, i cui volumi l’anno scorso sono più che raddoppiati (+116%) confermando il trend del 2019. Le previsioni a breve indicano un incremento  anche nei prossimi anni, soprattutto se verrà confermato l’orientamento di apertura del Governo italiano nell’ambito della legge di recepimento della Direttiva UE sugli articoli monouso. In trend positivo anche i restanti settori applicativi, tra cui  film per imballaggio (alimentare e non), che vedono crescere i volumi del 20 percento sul 2019, e film per agricoltura (+5%, superiori a 2.000 ton).

Tra i fattori che potrebbero frenare lo sviluppo del settore, il Rapporto di Assobioplastiche segnala lo shortage di compound dovuto alla carenza di intermedi di importazione asiatica (l’Europa non è autosufficiente) a seguito della forte domanda proveniente  dal mercato cinese e la concorrenza dei sacchetti illegali, che continuano a circolare in Italia nonostante l’azione repressiva delle forze dell’ordine.

Marco Versari

Quest’anno, Assobioplastiche celebra anche i dieci anni di vita e vede l’avvicendamento alla presidenza, con Marco Versari (nlla foto) che lascia la presidenza dell’Associazione per guidare a tempo pieno il neonato Consorzio Biorepack. “Assobioplastiche nasceva dieci anni fa, grazie alla visione di 8 imprese – ha commentato Versari -. Oggi ne rappresenta oltre 50 operanti sull’intera catena del valore, dalla produzione degli intermedi chimici fino al trattamento finale in fine vita. Abbiamo raggiunto traguardi allora impensabili ma c’è ancora molto da fare”.
Versari ha ricordato i passaggi chiave della sua presidenza, durata dieci anni: l’approvazione della normativa italiana sugli shopper biodegrabili e compostabili, prima osteggiata e poi ripresa da Bruxelles; crescita della filiera in dieci anni, anche in contesti complessi come quelli della pandemia, con nuove di aziende e posti di lavoro. Inoltre, l’Italia è diventato un caso di eccellenza nel compostaggio a livello europeo anche grazie alla raccolta della frazione organica dei rifiuti domestici.

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