Pack compostabile per le mele del Trentino

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Pack compostabile per le mele del Trentino

Polimerica

Pack compostabile per le mele del Trentino

Progetto congiunto tra Melinda e Novamont per rendere compostabile l’intero imballo, comprensivo di bollini ed etichette.

18 dicembre 2020 08:55

Melinda pack compostabileMelinda e Novamont hanno messo a punto un nuovo imballo compostabile per la gamma di mele da agricoltura biologica, dove tutti i costituenti possono essere conferiti nella raccolta dell’organico, come testimonia l’apposizione del marchio “OK compost Industrial”.
Oltre al film in Mater-bi (la bioplastica di Novamont), sono infatti compostabili in impianti industriali anche vassoiobollini ed etichette.

Oltre a ciò, la partnership tra Melinda e Novamont  ha dato vita ad un progetto di ricerca sull’utilizzo degli scarti della lavorazione della mela della filiera Melinda per l’estrazione di zuccheri di seconda generazione che saranno utilizzati per il processo produttivo della bioplastica stessa, nell’ottica della bioeconomia circolare su cui sta puntando Novamont.

“L’obiettivo del progetto – sostiene Paolo Gerevini, Direttore Generale del Consorzio Melinda – è sviluppare processi sempre più sostenibili in una valle che ha i requisiti per essere un modello di sostenibilità nel panorama nazionale e internazionale, continuando a trovare soluzioni innovative per condurre una frutticoltura moderna e sempre più rispettosa dell’ambiente. Abbiamo trovato in Novamont il partner ideale con il quale sviluppare progetti che ci permettano di essere sempre più rispettosi dell’ambiente anche nella realizzazione delle confezioni per la nostra frutta e guardiamo al futuro collaborando con loro in un’ottica di economia circolare. Un progetto di certo ambizioso ma in linea con le capacità e la voglia di sviluppo delle nostre aziende, entrambe leader nel proprio settore”.

“Avere al nostro fianco un partner come Melinda nel nostro percorso di ricerca è per noi è un risultato straordinario – commenta Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont – . Applicando il modello della bioeconomia circolare, abbiamo contribuito alla creazione della prima filiera italiana integrata per le bioplastiche e i biochemical, con la salute del suolo come punto di partenza e di arrivo, riattivando 5 siti deindustrializzati e creando accordi di filiera con il mondo dell’agricoltura, collaborando con gli impianti di compostaggio, nonché con una rete di trasformatori innovativi, con la GDO, con i brand owner, con le università e i centri di ricerca”. “Oggi questo modello è cresciuto ed è diventato un progetto demo a livello italiano e lo sviluppo di bioprodotti innovativi come soluzioni sistemiche ha dimostrato di poter alimentare le tante e diversificate filiere di grande valore presenti nel Paese”.
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