Approvato all’unanimità il Piano industriale di Sei Toscana da 150 mln di euro: ecco i nuovi obiettivi

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Approvato all’unanimità il Piano industriale di Sei Toscana da 150 mln di euro: ecco i nuovi obiettivi

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Approvato all’unanimità il Piano industriale di Sei Toscana da 150 mln di euro: ecco i nuovi obiettivi

Fabbrini: «In questi giorni inizierà il necessario percorso di confronto e condivisione del piano con l’Autorità di ambito e tutte le amministrazioni locali»

Di Luca Aterini

Dopo il via libera arrivato dal cda a fine giugno, adesso anche l’assemblea dei soci di Sei Toscana – il gestore unico dei servizi d’igiene urbana nei 104 Comuni dell’Ato sud – ha approvato all’unanimità il nuovo Piano industriale da oltre 150 milioni d’investimenti nei prossimi 5 anni, oltre al bilancio d’esercizio 2020 e il report di sostenibilità per l’ultimo biennio (2019-20).

In un territorio dove la raccolta differenziata è al 46,45% (dato 2019), Sei Toscana punta a completare il processo di informatizzazione dei servizi tramite tracciabilità dei conferimenti degli utenti, introducendo meccanismi di tariffazione puntuale per tutta l’utenza entro il 2025.

La previsione è di incrementare contestualmente sia i quantitativi raccolti (con una percentuale di differenziata al 72% nel 2026) sia la qualità del raccolto: «Grazie alle scelte sui modelli di raccolta da adottare, il Piano persegue l’obiettivo di una migliore qualità dei materiali da valorizzare nel mercato come materie prime seconde», spigano dalla società. Un proposito non banale, contando che ad oggi circa il 20% della differenziata raccolta in Toscana – e a livello nazionale – è da buttare di nuovo, o meglio è inadatto al riciclo (ma può essere in larga parte recuperato energeticamente, con le frazioni rimanenti da smaltire in discarica.

«Si apre una nuova stagione per Sei Toscana – dichiara il presidente Alessandro Fabbrini – Il piano industriale prevede investimenti molto importanti che crediamo possano generare valore per il territorio e per le persone che lo animano. In questi giorni inizierà il necessario percorso di confronto e condivisione del piano con l’Autorità di ambito e tutte le amministrazioni locali: l’obiettivo è quello di raggiungere una sostenibilità ambientale che permetta anche un contenimento delle tariffe».

Un obiettivo tutt’altro che facile da raggiungere, in un contesto in cui si richiedono modalità di raccolta rifiuti particolarmente onerose in termini di mezzi e personale, come nel caso del porta a porta.

Da Sei Toscana spiegano che il nuovo piano industriale è frutto di un lavoro straordinario di analisi e ricognizione che ha consentito di individuare, in maniera puntuale e dettagliata, tutte le criticità dell’attuale sistema per concentrarsi sulle soluzioni più funzionali al loro superamento. «Si tratta di un piano che nasce dalle reali esigenze del territorio – osserva l’ad Salvatore Cappello – e cala le azioni d’intervento nelle realtà specifiche in cui operiamo. Mira a raggiungere l’equilibrio economico finanziario della società in due anni, ottimizzando la macchina organizzativa e contenendo progressivamente l’impatto sulla bolletta al cittadino».

Fra i principi cardine del piano, la semplificazione dei modelli di raccolta, garantendo comunque l’adattabilità rispetto alle specifiche esigenze di un territorio che spazia dai piccoli borghi di montagna alle località turistiche sulla costa: «L’avere finalmente un modello omogeneo da seguire – continua Cappello – consentirà un efficientamento dei servizi e una maggiore chiarezza anche nei contenuti e nelle attività di sensibilizzazione al cittadino», conclude Cappello.

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