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Ecoballe, pronta la prima unità della Marina

La Nazione

E’ arrivato il via libera definitivo al recupero che inizierà giovedì per le condizioni del mare.

Nei primi giorni si prevede la localizzazione

PIOMBINO La prima, delle tre unità navali della Marina Militare che saranno impegnate nell’operazione, è già al porto di Piombino ed è pronto anche il gruppo operativo subacquei del Comando Subacquei e Incursori (Comsubin). Ieri pomeriggio il via libera definitivo al piano di recupero delle ecoballe disperse nei fondali vicini all’isola di Cerboli nel golfo di Follonica. Il comitato di indirizzo presieduto dall’ammiraglio Aurelio Caligiore, si è riunito nella sede del Dipartimento della protezione civile. Il progetto di recupero già presentato nelle linee generali dalla Marina Militare durante la scorsa riunione presieduta dal commissario straordinario Angelo Borrelli, è stato ulteriormente implementato, allo scopo «di individuare tutte le ipotizzabili attività e dispositivi atti a contenere al massimo i possibili rischi di dispersione durante le operazioni di recupero» che spiega un comunicato della Protezione Civile. Le precauzioni che verranno prese sono quelle già indicate domenica nell’articolo pubblicato da La Nazione e cioè l’impiego di un primo cappuccio con una rete a maglia stretta per impacchettare l’ecoballa, e successivamente un secondo involucro da utilizzare per tirare in superficie il parallelepipedo di plastica pressata in modo che non si sfaldi e disperda migliaia di pezzetti di plastica. Le operazioni a Cerboli avrebbero potuto aver inizio già questa mattina, ma si prevede vento di libeccio e quindi mare mosso, non ci sono quindi le condizioni per l’intervento. La situazione di maltempo comunque non dovrebbe durare a lungo. Già dopodomani si prevede mare calmo e quindi proprio giovedì potrebbe essere il primo giorno della missione di recupero. La Marina Militare metterà in campo tre unità navali con capacità specialistiche e il gruppo operativo subacquei del Comando Subacquei e Incursori (Comsubin) pronti ad operare, appena le condizioni meteo-marine lo permetteranno, con sonar per la ricerca subacquea, sottomarino a comando remoto (Rov), gru di sollevamento, camera di decompressione e sistemazioni logistiche, in grado di garantire il primo stoccaggio del materiale recuperato. «La prima fase dell’operazione – informa la Protezione Civile – riguarderà la ricerca, localizzazione ed identificazione dei rifiuti dispersi nei fondali, per poi procedere alle attività di recupero, mediante il posizionamento di reti contenitive attorno alle ecoballe, anche per evitare eventuale dispersione di materiale. Le precedenti attività di ricognizione effettuate dalla Guardia Costiera hanno permesso di circoscrivere l’aria di indagine e di identificare la posizione di 28 delle 40 ecoballe disperse, al netto di eventuali spostamenti dovuti ai movimenti marini degli ultimi mesi». Il ministero Ambiente, Ispra e Arpat garantiranno controllo e monitoraggio ambientale durante le operazioni. Il comandante della Capitaneria di Porto di Piombino ha predisposto un’ordinanza per evitare che la zona teatro delle operazioni abbia interferenze con il traffico marittimo, la pesca e le unità da diporto. Ci sarà quindi un’area nei pressi dell’isola di Cerboli, a circa 5 miglia dalla costa, vietata alle attività di navigazione, ancoraggio e pesca.

Maila Papi

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