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«Ecoballe, si rischia l’emergenza»

La Nazione, Cronaca di Grosseto

Situazione critica nei fondali di Follonica. Gentili: «La burocrazia non può rappresentare un ostacolo»

GROSSETO «Ecoballe disperse sui fondali a largo di Follonica, si rischia l’emergenza ambientale. Occorre fare presto, la burocrazia non può rappresentare un ostacolo insuperabile». Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente torna a esprimere tutta la propria preoccupazione per il caso delle ecobelle disperse in mare quasi cinque anni fa dal cargo Ivy, battente bandiera delle Isole Cook. Come noto l’imbarcazione dopo aver caricato i rifiuti (peraltro prodotti nella discarica grossetana Le Strillaie) a Piombino, per un qualche motivo rimasto sostanzialmente ignoto si è persa ’per mare’ una quarantina di ecoballe accorgendosene soltanto all’arrivo nel porto di destinazione, in Bulgaria. Queste ecoballe si stanno sfaldando e i residui liberati stanno arrivando sul litolare toscano, tra Follonica e Piombino. La caduta in mare, infatti, sarebbe avvenuta in un’area a circa dieci chilometri dalla costa del Golfo di Follonica. Da un punto di vista tecnico–giuridico il Comune follonichese, tuttavia, è interessato solo marginalmente al problema perché è stato appurato che i punti in cui le ecoballe poggerebbero sul fondale, a 50 metri di profondità, sono ricompresi nel territorio del Comune di Piombino. Cionostante dal Comune di Follonica si dicono pronti a collaborare a qualunque tavolo tecnico dovesse essere aperto per risolvere quella che si sta trasformando in una vera emergenza ambientale. «Le ecoballe non sono fatte per stare in acqua – riprende Angelo Gentili di Legambiente – Una volta che ci rendiamo conto di questa banalità dobbiamo pure pensare che sono già trascorsi cinque anni dall’ ’incidente’. Sicché ogni giorno che passa senza far nulla è un giorno perso. Temiamo che tutti i rifiuti di plastica e non solo che periodicamente raccogliamo sulle spiagge della Maremma possano derivare proprio da questa situazione». Il piano di bonfiica sembrerebbe essere stato avviato, ma la burocrazia tra apparati dello Stato sta causando non pochi rallentamenti. Tutta la vicenda della bonifica, infatti, è gestita da un commissario straordinario nominato dal Governo, il contrammiraglio Aurelio Caligiore, che però è anche a capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di porto, carica che secondo l’Autorità garante per la concorrenza è incompatibile con la prima. È sorto dunque l’ennesimo papocchio all’italiana che rischia di non accelerare le operazioni di bonifica mettendo a rischio ambientale un’area estremamente vasta. «La burocrazia – conclude Gentili – non può essere un ostacolo. Non può esserlo mai in senso generale, ma soprattutto è impensabile che lo sia in casi come questo. Ci sono in ballo quasi 70 tonnellate di immondizia di ogni genere, in prevalenza plastica, che si stanno sbriciolando sotto l’azione continua della pressione dell’acqua di mare che reagisce anche chimicamente con il contenuto delle ecoballe contribuendo al loro sbriciolamento. Occorre agire subito o sarà troppo tardi».

Interrogazione della Lega

Tra i firmatari del Carroccio c’è anche il deputato maremmano Mario Lolini

Sul caso delle ecoballe cadute in mare dal cargo Ivy adesso c’è anche una interrogazione parlamentare. L’hanno presentata alla Camera dei deputati gli onorevoli della Lega Donatella Legnaioli, Daniele Belotti, Manfredi Potenti e Mario Lolini. «Il Governo non eletto non perde occasione per ricordare, a Roma come a Bruxelles, la necessità di una svolta green: ora finalmente ha l’occasione di fare un annuncio in meno e un fatto in più» attaccano i deputati leghisti. «Il Governo faccia luce sul disastro ambientale nel Golfo di Follonica – aggiungono– La quantità di veleni che sarebbero stati dispersi in mare apre scenari drammatici e inquietanti e come tali richiedono verifiche specifiche e immediate. Abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente. Occorre fare subito chiarezza: la stessa che non può e non deve essere più rimandata con la scusa del pasticcio burocratico legato alla nomina del commissario straordinario».

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