I dati di Ispra inchiodano il territorio della Maremma e dell’Amiata fra i maggiori produttori di spazzatura pro capite in Italia

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I dati di Ispra inchiodano il territorio della Maremma e dell’Amiata fra i maggiori produttori di spazzatura pro capite in Italia

Il Tirreno, Cronaca di Grosseto

I dati di Ispra inchiodano il territorio della Maremma e dell’Amiata fra i maggiori produttori di spazzatura pro capite in Italia

L’economia circolare resta un miraggio Provincia “bocciata” dal catasto rifiuti

Matteo Scardigli, Grosseto. Ancora un altro record poco invidiabile per la provincia di Grosseto e i suoi 28 Comuni: secondo gli ultimi dati del Catasto dei rifiuti Ispra (l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), i municipi della Maremma dell’Amiata hanno insieme la sesta produzione pro-capite di rifiuti urbani (chili per abitante per anno) in Italia e la seconda in Toscana. Nel 2020, a fronte di una popolazione residente di 218.538 abitanti, ogni grossetano ha prodotto in media 632,8 chili di rifiuti a fronte di una media toscana di 587.02. Nel Granducato, peggio di Grosseto è riuscita a fare solo Livorno con 671,51 chili per 329.590 residenti. Un paragone ancor più significativo se messo a confronto con la provincia di Lucca, che sta un gradino sotto rispetto a quella maremmana sia nella classifica nazionale che in quella regionale: 629 chili di rifiuti per 380.676 residenti. Non è (tanto) la popolazione, quindi, a fare “massa”, quanto l’abitudine alla produzione del rifiuto. Da sottolineare, tuttavia, che Ispra si riferisce alla popolazione residente e non tiene conto dei flussi turistici, che moltiplicano temporaneamente i residenti nelle singole mete ricettive durante i mesi estivi. L’istituto fa anche un confronto con i 10 anni precedenti, dal quale si ricava un andamento nettamente “a rimbalzo”. Dal 2011 al 2014, infatti, la produzione è diminuita progressivamente passando da 694,45 chili a 640,26. Nel 2015 è rimasta sostanzialmente stabile (640,39), poi nel biennio 2016-2017 ha visto un’impennata passando prima a 648,04 e poi a 648,98. Impennata che impallidisce, però, rispetto al boom del 2018: 664,1 chili di rifiuti a testa. E il 2019 è riuscito a fare ancora peggio: 668,21 chili. Solo la pandemia, che nel 2020 ha ridotto i consumi e mutilato il turismo, ha portato una consistente riduzione della produzione pro capite che si è assestata a 632,81 chili. E risultati e piazzamenti non sono certo migliori dal punto di vista della raccolta differenziata. Tra città metropolitane, enti di decentramento regionale, liberi consorzi comunali, province e province autonome e la Valle d’Aosta (che, in termini di elaborazioni statistiche, è considerata pari a una provincia), Grosseto è 98esima su 111. E questo tenendo conto che, al momento della rilevazione, le aree sarde di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio figurano agli ultimi quattro posti della classifica perché ex province o province ancora in corso di attivazione; ma comunque con raccolte differenziate invidiabilissime; almeno nel decennio preso in esame. La differenziata in provincia di Grosseto, partita nel 2011 dal 27,19% del totale dei rifiuti raccolti, fatta salva una flessione negativa di 0,6 punti percentuali nel 2014, sempre nel decennio preso in esame è cresciuta fino al 45,7% del 2020; una vera e propria zavorra per la Toscana al 62,15%, quando la media italiana del 63,0% è proprio lì a portata di mano. Per carità: non siamo certo dalle parti di Palermo, maglia nera d’Italia con il 29,38%, ma considerando che Napoli e Caserta sono rispettivamente al 48.38% e al 53,16%, e che a cavallo delle due province si trova la famigerata Terra dei Fuochi…Sovrapponendo infine la mappa che si ottiene mettendo insieme i dati nazionali con quella del reddito medio (dati Irpef 2019) si potrebbe riconoscere un rapporto inverso fra la ricchezza di un territorio e la sua produzione di rifiuti. Ci sono tuttavia eccezioni a entrambi gli estremi: Reggio nell’Emilia ha un reddito medio di 19.025 euro ma la produzione pro capite di rifiuti urbani più alta d’Italia: 774,77. Allo stesso modo Enna ha un reddito medio di 14.906 euro ma una produzione pro capite di rifiuti tra le migliori del Paese, con soli 327,3 chili all’anno. Nessuna scusa, stavolta, per la “povera” Grosseto a reddito medio 19.069 euro.

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