In Toscana crescono i rifiuti speciali generati e quelli esportati

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In Toscana crescono i rifiuti speciali generati e quelli esportati

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In Toscana crescono i rifiuti speciali generati e quelli esportati

Oltre un terzo (33,9%) sono scarti dell’economia circolare, ovvero derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue

Dopo l’arrivo della pandemia nel 2020 anche in Toscana, come nel resto d’Italia, il rimbalzo del Pil nel 2021 è stato accompagnato da una robusta crescita dei rifiuti speciali.

Secondo il rapporto pubblicato oggi dall’Ispra sono circa 10 mln di ton quelli generati in Toscana nel 2021, a fronte dei 9,5 registrati l’anno precedente; per il 95,4% si tratta di rifiuti non pericolosi, per la rimanente parte pericolosi (455mila ton).

Oltre un terzo di tutti questi rifiuti (33,9%) sono scarti dell’economia circolare, ovvero derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue; un dato in leggera crescita rispetto al 2020. Solo i rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (40,2% della produzione regionale totale) costituiscono una frazione maggiore.

Guardando ai prodotti gestiti anziché a quelli generati, l’Ispra documenta che per il 2021 si parla di circa 10,6 mln di ton: l’avvio a recupero di materia rappresenta la forma prevalente (61,3%), seguita da smaltimento in discarica (10,4%), messa in riserva (8,2%), deposito preliminare (0,3%), incenerimento (0,2%) e dalle altre operazioni di smaltimento (18,6%) quali trattamento chimico-fisico, trattamento biologico, ricondizionamento preliminare.

La crescita dei rifiuti generati tra il 2020 e il 2021 è stata accompagnata anche da uno sviluppo nel numero degli impianti di gestione presenti sul territorio toscano (passato da 733 a 788), ma nonostante questo continua ad ampliarsi il ricorso all’export.

A fronte delle 35mila ton importate (di cui solo 3mila ton di rifiuti pericolosi), la Toscana nel 2021 ha infatti esportato 168mila ton (di cui 65mila pericolose) rispetto alle 140mila del 2020.

Del resto il nuovo Piano regionale dell’economia circolare, proposto dalla Giunta e ora all’esame del Consiglio regionale, parla chiaro: se non verranno realizzati nuovi impianti per una gestione sostenibile dei rifiuti – urbani e speciali – generati ogni giorno in Toscana, il fabbisogno per gli smaltimenti in discarica crescerà a 10,3 milioni di metri cubi entro il 2028.

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