Inceneritore, la Regione dice «no» Il consiglio vota lo stop alla ’Via’

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Inceneritore, la Regione dice «no» Il consiglio vota lo stop alla ’Via’

La Nazione, Cronaca di Grosseto

Passa la mozione presentata da Toscana a Sinistra per l’interruzione della procedura di valutazione

SCARLINO Prosegue la battaglia politica per l’inceneritore di Scarlino: è stata approvata ieri durante il consiglio regionale della Toscana la mozione di «Toscana a Sinistra» che impegna la Giunta a interrompere immediatamente la nuova procedura di valutazione di impatto ambientale dell’impianto di Scarlino e probabilmente a mettere una pietra tombale sull’inceneritore. La società proprietaria dell’impianto ha infatti richiesto una nuova autorizzazione alla Regione nonostante le cinque sentenze negative tra Tar e Consiglio di Stato. Soddisfatto Tommaso Fattori, candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, il quale aveva chiesto una discussione urgente dell’atto per fermare il nuovo procedimento autorizzativo. «E’ grave che la Giunta abbia ignorato la sentenza del tribunale di Grosseto – ha detto il consigliere regionale – che imponeva di fermare l’attività dell’inceneritore a causa dei potenziali danni alla salute della popolazione. L’impianto era già stato dichiarato fuori legge dal Consiglio di Stato, con una sentenza inappellabile». Secondo Fattori «la pervicacia con cui si vuol andare avanti a tutti i costi, ignorando le sentenze della magistratura, è criminale ed il Consiglio regionale ha ribadito con fermezza che l’impianto deve essere fermato per sempre». «La nostra assemblea si era già espressa chiaramente un anno fa, votando una mozione che avevamo definito in accordo con i comitati, in cui impegnavamo la Giunta a prendere atto della Sentenza del Consiglio d Stato e della Ctu depositata in Tribunale di Grosseto, poi confermata con sentenza definitiva, non avviando un nuovo procedimento autorizzativo per l’inceneritore. L’impianto del Casone è sempre stato osteggiato anche dalle amministrazioni del territorio, oltre che dagli ambientaluisti. La zona industriale dove negli anni Sessanta sorgevanno stabilimenti chimici, ha una problematica ormai annosa che riguarda il grande inquinamento che insiste su tutta la piana, problematica che l’inceneritore di Scarlino aumenterebbe ancora. È inconcepibile che la Giunta non abbia tenuto conto di quell’indirizzo nettissimo dato dall’assemblea eletta dal popolo toscano apprestandosi a rilasciare agli stessi impianti una sesta autorizzazione». «La scelta dell’incenerimento è sempre la peggiore tra le soluzioni possibili – prosegue Fattori – perché non chiude affatto il ciclo dei rifiuti ma anzi trasforma l’atmosfera in una discarica avvelenata priva di confini. Ma nel caso di Scarlino si tratta anche di una scelta tecnologicamente pericolosissima dato che l’impianto non ha mai rispettato le caratteristiche strutturali previste dalla normativa nazionale per abbattere le diossine in uscita dalle camere di post-combustione». Toscana a Sinistra ha anche la ricetta: «Al posto dell’inceneritore deve sorgere una ‘fabbrica dei materiali’ per il recupero di materia dai rifiuti – chiude Fattori -, una soluzione razionale e in grado di dare molta più occupazione e reddito dell’incenerimento. È questa la nuova filiera circolare da costruire, le cui basi e precondizioni sono la raccolta porta a porta e la tariffa puntuale. L’inceneritore deve essere chiuso per sempre, programmando, al suo posto, impianti per il recupero di materia dai rifiuti differenziati, in un’ottica di economia circolare».

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