­Legge di Bilancio: sull’economia circolare promesse mancate

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­Legge di Bilancio: sull’economia circolare promesse mancate

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Legge di Bilancio: sull’economia circolare promesse mancate

Da Transizione 4.0 alla tassazione ambientale: mancano le misure previste dal cronoprogramma di attuazione della Strategia nazionale. 

Il Circular Economy Network: “Intervenga il Parlamento”

La Legge di bilancio disattende gli impegni presi nel programma di attuazione della Strategia nazionale per l’economia circolare. In particolare, era previsto sia il rafforzamento del credito di imposta Transizione 4.0 a sostegno degli investimenti delle imprese in direzione dell’economia circolare, sia la revisione della tassazione ambientale per disincentivare il conferimento in discarica dei rifiuti. Niente di tutto ciò è presente nella proposta del governo e si rimanda ulteriormente l’entrata in vigore della plastic tax. “Chi ha a cuore il futuro dell’economia circolare non può nascondere un moto di delusione. C’è da augurarsi che gli impegni disattesi siano recuperati nel corso dell’iter parlamentare” commenta Fabrizio Vigni, coordinatore del Circular Economy Network.

Dopo l’adozione della Strategia, in settembre il Mite ha pubblicato il cronoprogramma nel quale vengono indicate le misure da attuare e le scadenze da rispettare. “Quel cronoprogramma indicava tre misure da attuare già con la legge di bilancio per il 2023 – spiega Vigni – . Prima misura: l’aggiornamento del piano Transizione 4.0, rafforzando gli interventi a supporto dell’economia circolare per incentivare gli investimenti delle imprese in questa direzione mediante il credito di imposta. Seconda misura: una revisione del sistema di tassazione ambientale dei rifiuti al fine di rendere più conveniente il riciclaggio rispetto alla discarica e all’incenerimento. Questa misura prevedeva anche la soppressione di una serie di sussidi ambientalmente dannosi e la riassegnazione di quelle risorse a un fondo per la riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio. Terza misura: incentivazione fiscale di prodotti riciclati e materiali di recupero”.

Della prima misura, la più importante, non vi è traccia. “Di Transizione 4.0 e politiche industriali a sostegno della transizione ecologica non si parla proprio – aggiunge Vigni – Eppure questo strumento ha supportato efficacemente negli ultimi anni i processi di innovazione del sistema produttivo nazionale. Ma, se non intervengono correzioni, anziché rafforzarlo e orientarlo ancor più verso l’economia circolare e la transizione ecologica dal 2023 sarà ridimensionato, con una riduzione delle aliquote del credito di imposta e dei massimali. Anche la seconda misura – la revisione del sistema di tassazione ambientale dei rifiuti – non è stata inserita nella legge di bilancio”.

L’unica misura prevista è il rifinanziamento con 10 milioni di euro del credito di imposta a favore delle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali riciclati. Secondo la relazione tecnica allegata alla manovra, questa agevolazione potrebbe interessare circa 500 imprese con un aiuto medio di 20 mila euro. “Non si può certo dire che sia sufficiente a sostenere adeguatamente il mercato delle materie prime seconde, per quanto riguarda sia il loro utilizzo nei processi produttivi che i consumi finali. E a tutto ciò si aggiunge l’ennesima proroga dell’entrata in vigore della plastic tax”.

Il Circular Economy Network chiede che le misure mancanti vengano inserite durante il dibattito parlamentare: “Non c’è da inventare nulla – conclude Vigni – basta dare attuazione a quanto previsto dal cronoprogramma di attuazione della Strategia nazionale per l’economia circolare”.

 

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