Sos discariche piene L’Ato dirotta “fuori” 20mila tonnellate

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Sos discariche piene L’Ato dirotta “fuori” 20mila tonnellate

Il Tirreno, Cronaca di Grosseto

Cannicci aspetta altri due moduli, Arezzo è quasi satura

E le Strillaie non possono più stoccarli in via temporanea

Smaltimento rifiuti

Sos discariche piene

L’Ato dirotta “fuori” 20mila tonnellate

Francesca Ferri

GROSSETO. Per la prima volta nella sua storia, e in controtendenza rispetto a quanto è successo finora, l’Ambito territoriale ottimale (Ato) Toscana sud (province di Arezzo, Siena, Grosseto e sei comuni della Val di Cornia) quest’anno non ce la farà a smaltire “in casa” tutti i rifiuti urbani indifferenziati trattati nell’impianto di selezione e compostaggio delle Strillaie (Grosseto).

Ben 20mila tonnellate andranno smaltite “fuori”, nell’Ato costa, perché non possono essere recepite dalle discariche di ambito. Non da Cannicci (Civitella Paganico), la naturale destinazione, visto che al momento è chiusa in attesa dell’autorizzazione regionale al ricollocamento di due moduli (vedi box). Non da Casa Rota (Terranuova Bracciolini, Arezzo), che è quasi satura. Solo in parte ce la fa Poggio alla Billa (Abbadia San Salvatore, Siena), che almeno prenderà 9mila tonnellate. E non possono nemmeno essere stoccati in via temporanea alle Strillaie, poiché le capacità autorizzate di stoccaggio sono «pressoché esaurite». Insomma, le discariche sono piene (o quasi) e, se almeno per Cannicci c’è la prospettiva di ricavare altro spazio, altrove la situazione non è rosea. Poco conforta che lo smaltimento di rifiuti in un Ato diverso da quello di provenienza (in gergo “flussi interambito”) sia operazione non nuova. Finora, anzi, è stato l’Ato sud a raccogliere parte dei rifiuti che l’Ato centro non riusciva a smaltire, e Cannicci ha dato un bel contributo accogliendo, nel solo 2020, 10mila tonnellate. Eppure altri segnali nel Grossetano non fanno ben sperare, come si legge nella relazione di accompagnamento della parte del Pef di Ambito 2020 relativa al servizio di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti indifferenziati e organici predisposta dall’Autorità nella veste di gestore impianti a fini dell’Mtr (metodo tariffario integrato) Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), determina del direttore generale 9 del 22 gennaio 2021. Non è infatti solo un problema di discariche quasi sature.

Ora che l’inceneritore di Scarlino è fermo (dopo che nel dicembre 2019 il tribunale civile di Grosseto ha dato ragione a 90 cittadini, ambientalisti e Comuni che chiedevano al giudice di accertarne la pericolosità), si fatica a trovare impianti dove indirizzare il Css prodotto alle Strillaie, ovvero il combustibile solido secondario, quello che in passato si chiamava Cdr (combustibile solido da rifiuti), che alimenta gli inceneritori per farne energia.Di norma il Css viene «allontanato» dall’Ato verso impianti esterni, ma oggi ci sono «crescenti difficoltà» per il gestore Sei Toscana a reperirli. Questa difficoltà è «ulteriormente acuita per effetto dell’emergenza sanitaria Covid19».

Non solo. C’è anche «il rischio di un blocco della ricettività» assicurata dalle Strillaie al trattamento dei rifiuti prodotti nel Grossetano e in Val di Cornia poiché si sono «ormai pressoché esaurite anche le capacità autorizzate di stoccaggio del Css» alle Strillaie. Insomma, non si sa più dove mettere questi rifiuti. Per tamponare questo problema il 6 aprile 2020 il presidente della Regione ha firmato un’ordinanza che consentiva agli impianti di produzione del Css di limitarsi a produrre scarti combustibili che potessero andare anche in discarica, i cosiddetti “sovvalli” o “sopravagli”, rifiuti che rimangono sopra le maglie di separazione durante la vagliatura. In questo modo, però, se da un lato si è alleggerito lo stoccaggio temporaneo alle Strillaie, dall’alto si è ancor più appesantito il carico sulla discarica di Cannicci. Ma quanto “pesa” questo carico in più? La relazione dell’Ato parla di 14mila tonnellate in più, pari a 69mila tonnellate totali prodotte, «un forte impegno aggiuntivo previsto a carico dell’impianto» di Cannicci, fa notare l’Ato. L’8 febbraio la giunta regionale ha perciò autorizzato l’Ato sud a smaltire 20mila tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati (frazione organica stabilizzata, frazione rotolante e scarti da selezione) provenienti dalle Strillaie nell’Ato Toscana costa. Le discariche di destinazione saranno individuate nell’atto che adeguerà la convenzione stipulata nel dicembre 2017 tra i tre Ato toscani. Questo servirà ad «assicurare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti a livello regionale».

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