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Utenti positivi Covid-19, nuove facilitazioni per consegnare i rifiuti in Toscana

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Dalla Regione due nuove ordinanze nel merito, i gestori si ri-organizzano

Utenti positivi Covid-19, nuove facilitazioni per consegnare i rifiuti in Toscana

Resta la regola base: non utilizzare i normali sistemi di raccolta e sospendere la differenziazione dei rifiuti. Lo smaltimento dovrà sempre privilegiare l’immediata termodistruzione, altrimenti c’è il ricorso alla discarica

Possibilità di utilizzare il doppio sacco (quindi non più il contenitore rigido) per consegnare i rifiuti, e opportunità di conferire su pubblica via, preferibilmente in orario notturno, attraverso il servizio organizzato dal gestore (saranno preferibilmente due i prelievi a settimana, in relazione alla composizione dell’utenza segnalata). Sono queste le novità introdotte dalla Regione Toscana – in accordo con i Comuni e i gestori delle aziende pubbliche toscane di igiene ambientale – per la gestione dei rifiuti da utenti Covid-19 positivi e in quarantena (n.110/2020 e 111/2020) per adeguare le modalità organizzative alla crescita esponenziale dei contagi di queste ultime settimane.

Ovviamente resta la regola base: non utilizzare i normali sistemi di raccolta e sospendere la differenziazione dei rifiuti.

Per attuare quanto appena descritto, il presidente Giani ha firmato ieri due nuove ordinanze. La prima, la numero 113, è dedicata alla gestione dei rifiuti da parte dei gestori del servizio e degli impianti per le strutture socio-sanitarie residenziali territoriali, dove sono presenti ospiti risultati positivi al Covid-19 in isolamento obbligatorio. Si tratta di disposizioni tecnico-gestionali per la raccolta, il trattamento e lo stoccaggio di questi rifiuti nei territori di propria competenza, in condizioni appropriate e di massima sicurezza. La seconda, la numero 114, disciplina la materia per quanto riguarda, invece, i rifiuti che provengono da locali e luoghi adibiti a uso di civile abitazione, in cui siano in isolamento obbligatorio persone risultate positive al Coronavirus.

Il servizio ha durata di almeno 21 giorni e potrà all’occorrenza essere prorogato o interrotto. Per attivarlo serve la comunicazione degli estremi dell’utente che ne deve usufruire – attraverso l’accesso al Sistema Informativo Sanitario per la Prevenzione Collettiva (SISPC) – al Comune di appartenenza, che gira i dati al gestore del servizio pubblico, nel rispetto della privacy. Questo provvede a fornire le indicazioni per il confezionamento dei rifiuti e a consegnare il kit per il ritiro (sacchi, materiale per la chiusura quale nastro adesivo o fascette, etc.) presso l’appartamento della persona positiva in isolamento obbligatorio, evitando ogni forma di contatto diretto.

Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, e Alessia Scappini, coordinatrice Ambiente dell’Associazione, hanno così commentato il lavoro che le aziende di gestione del servizio di igiene ambientale della Toscana hanno fatto assieme alla Regione Toscana per migliorare la raccolta rifiuti presso gli utenti positivi al Covid-19: “Con la nuova procedura i gestori organizzano raccolte programmate di cui saranno informati tutti gli utenti, in modo da ritirare i loro rifiuti al domicilio tramite esposizione presso l’appartamento dove si trascorre la quarantena o su strada, superando le attuali criticità”.

Sarà comunque il gestore del servizio a precisare le modalità di ritiro dei rifiuti secondo uno specifico calendario di raccolta ed esegue il ritiro, garantendo canali di contatto all’utente del servizio in modo da risolvere eventuali criticità. Il confezionamento dei rifiuti dovrà avvenire, in coerenza con quanto raccomandato dall’ISS utilizzando almeno 2 sacchi, uno dentro l’altro, o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica. I rifiuti saranno conferiti e raccolti in maniera indifferenziata, mantenendo l’integrità dei sacchi.

A titolo informativo, la Regione, attraverso Cispel, segnala che lo smaltimento di questi rifiuti dovrà sempre privilegiare l’immediata termodistruzione senza alcun trattamento preliminare presso gli impianti di Montale (PT), San Zeno (AR), Poggibonsi (SI) e Livorno. Nel caso in cui non sia possibile procedere con la termodistruzione, gli stessi potranno essere conferiti in discarica, senza alcun trattamento preliminare. Il ricorso allo smaltimento in discarica, nel pieno rispetto delle norme e disposizioni definite dalle stesse Ordinanze 110 e 111 del 14.11.2020, è sempre da considerare opzione residuale da attuare esclusivamente in caso di effettiva impossibilità di procedere alla termodistruzione.

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