Il giorno della multiutility toscana «Servizi adeguati per la crescita»

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La Nazione, Economia

Il giorno della multiutility toscana «Servizi adeguati per la crescita»

Ambiente, acqua ed energia: è nata la nuova azienda. Consiag, Publiservizi e Acqua Toscana confluiscono in Alia Spa

di Lisa Ciardi FIRENZE La grande multiutility toscana è nata. Attiva nei settori ambiente, acqua ed energia, la holding ha registrato due firme cruciali: quella dei patti parasociali da parte dei 66 Comuni della Toscana Centrale che li hanno approvati nei consigli comunali e quella dell’atto di fusione per incorporazione in Alia Spa delle prime tre società. Si tratta di Consiag (società di 23 Comuni con partecipazioni importanti in Estra e Publiacqua), Publiservizi (holding di 35 Comuni) e Acqua Toscana, costituita per raccogliere le partecipazioni in Publiacqua. A firmare, di fronte al notaio Giovanni Cerbioni, sono stati il presidente di Alia Nicola Ciolini con l’amministratore delegato Alberto Irace, il presidente di Publiservizi Marco Baldassarri e l’amministratore unico di Consiag Nicola Perini (delegato anche per Acqua Toscana). La nuova struttura societaria è costituita dai Comuni di Firenze (37,1%), Prato (18,1%), Pistoia (5,54%) Empoli (3,4%) e altri Comuni toscani (35,9%). Nel primo nucleo di aggregazione, la nuova società deterrà il 40% delle quote di Estra, il 58% di Publiacqua, il 19% di Acque Spa e il 31% di Toscana Energia, con circa 700 milioni di euro di ricavi previsti, un Ebidta di 170 milioni e investimenti per 170 milioni l’anno. Il 10 febbraio l’assemblea dei soci di Alia deciderà come integrare il Cda per dare rappresentanza alle nuove realtà, mentre entro giugno verrà scelto è il nome della multiutility. Sempre nei prossimi mesi, è previsto un primo aumento di capitale per 1,2 miliardi per permettere l’ingresso di altri azionisti pubblici, con un bacino potenziale di 3 miliardi di fatturato a livello regionale e oltre 4 miliardi guardando alle regioni limitrofe. Infine, l’apertura al mercato azionario nel 2024, anche se su questo punto diversi Consigli comunali si sono riservati ulteriori valutazioni. «Oggi la Toscana supera localismi e personalismi – ha commentato Nicola Ciolini (Alia) -. Ma è solo il primo passo: sarà necessario continuare a coinvolgere altre realtà verso la quotazione in borsa». «La multiutility – ha dichiarato Nicola Perini (Consiag) – potrà garantire adeguate infrastrutture e servizi a un tessuto produttivo e industriale, che deve ambire a essere sempre in crescita». «A conclusione di un processo impegnativo e partecipato – ha commentato Marco Baldassarri (Publiservizi) – prende vita una nuova azienda che consentirà ai Comuni maggiore efficienza ed economicità nella gestione di servizi pubblici». «Grazie alla multiutility – ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella – puntiamo nel medio-lungo periodo a bloccare gli aumenti delle tariffe, migliorando i servizi. Cominciamo con la Toscana centrale, ma siamo fiduciosi sul coinvolgimento delle altre province». Un appello a Siena e Arezzo è arrivato dal sindaco di Prato, Matteo Biffoni. «Questa è un’operazione toscana, non di Prato e Firenze – ha detto – e resta aperta. La multiutility sarà controllata dai Comuni, che avranno il 51%. Confido che nel tempo anche Siena e Arezzo, come altri territori toscani, decidano di accompagnare questo percorso». «Quello di oggi è il tentativo di creare, con gravissimo ritardo, una società che dia servizi migliori e contrasti l’aumento delle tariffe – ha proseguito il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi –. Finito il tempo delle scartoffie, ci attendiamo un piano industriale. È in corso anche un’interlocuzione con i sindaci di Pisa, Siena, Arezzo, Grosseto e spero che la compagine di allarghi». Perplessità espresse dalla consigliera regionale Elisa Tozzi (Toscana Domani). «La multiservizi – ha detto – potrà pure essere di proprietà pubblica e a controllo pubblico ma il centro decisionale sarà rappresentato, in ultimo, dall’amministratore delegato e non dai sindaci».

«La vera svolta l’ingresso in Borsa»

AI momento la multiutility è al quinto posto per dimensioni fra analoghe realtà nazionali, ma potrebbe scalare la classifica con gli ulteriori ingressi. Si stima che il suo consolidamento possa creare mille nuovi posti di lavoro tra diretti e indiretti. Infine dovrebbe scattare la quotazione in borsa, che la sindaca di Empoli, Brenda Barnini ha definito come la «vera svolta se vogliamo reperire nuove risorse». Su questo punto diversi Consigli comunali hanno chiesto approfondimenti.

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