Da Assoambiente 10 proposte per il Programma nazionale gestione rifiuti

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Da Assoambiente 10 proposte per il Programma nazionale gestione rifiuti

Testa: «Uno strumento di reale pianificazione sarà strategico per raggiungere tutti gli obiettivi fissati dalle nuove direttive e dal ‘Pacchetto economia circolare»

L’associazione che riunisce le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica (Assoambiente) ha inviato al ministero dell’Ambiente un decalogo di priorità per il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti in fase di elaborazione.

A valle del recepimento dell’ultimo pacchetto normativo Ue sull’economia circolare, il ministero dell’Ambiente ha infatti avviato l’iter per arrivare a stilare il primo Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, che dovrà essere pronto entro 18 mesi. Si tratta di uno strumento che non andrà a sostituire le pianificazioni previste a livello regionale, ma offrirà il quadro di riferimento per rispondere a un cruciale quanto finora inevaso interrogativo: come gestire secondo logica di sostenibilità e prossimità i rifiuti prodotti nel nostro Paese, pari a oltre 173 milioni di tonnellate l’anno tra urbani e speciali.

Tutto questo ad oggi non avviene, o almeno ampie aree del Paese – soprattutto al centro-sud – presentano profonde lacune. Basti pensare all’ancora troppo ampio ricorso alla discarica, o al fatto che i rifiuti urbani percorrono ogni anno 49 milioni di km prima di arrivare a un impianto in grado di gestirli (allargando lo sguardo agli speciali i km diventano 1,2 miliardi, senza contare le tratte fuori confine).

Partendo da questi dati di fatto, Assoambiente ha formulato dieci proposte concrete per il tavolo di lavoro a cui il Mattm ha annunciato di voler coinvolgere tutti i principali stakeholder, auspicando di «potersi confrontare quanto prima con i rappresentanti del ministero».

«È necessario che si lavori per arrivare a un vero e proprio programma nazionale che contenga tutti gli elementi di programmazione del settore – spiega il presidente di Assoambiente, Chicco Testa – e non si definiscano solo linee guida di massima per i Piani delle Regioni. Uno strumento di reale pianificazione sarà strategico sia per orientare una politica nazionale di settore, sia per rappresentare alle istituzioni europee la nostra ‘road map’ per raggiungere tutti gli obiettivi fissati dalle nuove direttive e dal ‘Pacchetto economia circolare’».

Sarà quindi fondamentale, secondo l’Associazione, utilizzare tutti gli spazi di manovra consentiti dalla normativa per definire un Programma nazionale concreto, un documento vero di policy di settore, pur nel rispetto delle competenze regionali e locali che indichi con chiarezza una strategia nazionale di settore, base di riferimento per le iniziative degli operatori economici e le imprese private e pubbliche.

In questo contesto, per Assoambiente è «fondamentale» che il Programma contenga:

  • Dati puntuali su produzione, gestione, trattamento dei rifiuti urbani e speciali, con una stima della produzione nei prossimi 15 anni che includa anche una valutazione degli strumenti di prevenzione.
  • Indicazione degli obiettivi nazionali di riciclo e di smaltimento e macro-obiettivi della policy.
  • Linee guida per i Piani Regionali di gestione dei rifiuti e criteri vincolanti per le macroaree.
  • Analisi del deficit impiantistico nazionale e territoriale, sia per gli impianti di recupero che di smaltimento.
  • Definizione del fabbisogno impiantistico e indicazione della distribuzione dei nuovi impianti per macro area, da realizzare per il superamento degli squilibri territoriali.
  • Cronoprogramma degli interventi coerente con gli obiettivi fissati per il 2025-2030-2035.
  • Misure per il sostegno del mercato del riciclo (Decreti End-of-Waste, semplificazioni, GPP).
  • Strumenti di sostegno di finanza pubblica (Stato, Next Generation UE, Fondi Strutturali 2021/27) agli investimenti, strumenti economici adeguati al raggiungimento degli obiettivi e a sostegno del funzionamento degli impianti: Responsabilità Estesa del Produttore, incentivi al riciclo e al recupero energetico, tassa sul conferimento in discarica.
  • Piano di comunicazione ambientale.
  • Metodologia per il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi, della dinamica di produzione dei rifiuti e della realizzazione effettiva degli impianti
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