ECOBALLE, BUROCRATI E IL VIA LIBERA ALLA PLASTICA

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ECOBALLE, BUROCRATI E IL VIA LIBERA ALLA PLASTICA

Il Tirreno, Cronaca di Piombino-Elba

Paolo Carletti

Numerosi analisti sostengono che senza il volontariato, tanti settori in Italia crollerebbero. Qualcuno penserà che è la “scoperta dell’acqua calda”, ma non è forse ammirevole quella schiera di persone che si raduna sulle spiagge e nei boschi per ripulirli dalla plastica? Già, uno dei nostri nemici più pericolosi e sottovalutati. La plastica che si trova anche in fondo ai black hole di alcune barriere coralline. Tutta questa premessa perché noi, di plastica in fondo al mare ne abbiamo in abbondanza, anche se non la vediamo. Ecoballe, a decine, sul fondale di Cerboli da anni, e che finalmente stavano per essere recuperate. Ma così non sarà. Perché l’Authority della concorrenza (che eppure di questioni più importanti ne avrà da esaminare) ha aperto un procedimento contro il contrammiraglio Caligiore, commissario straordinario per il recupero delle ecoballe, ma anche dipendente della pubblica amministrazione. Incompatibilità? Forse. Ma che miopia, che fastidio, che burocrazia inutile e dannosa! Dopo l’individuazione delle ecoballe, ora si aspettava il bando per assegnare il recupero. Ora? Macché. Tutto bloccato. E se saremo invasi dalla plastica più di quanto accade adesso, l’importante è che i burocrati, come al solito, l’abbiano avuta vinta. Auguriamoci, quantomeno, che non fermino anche i volontari. 

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