Ecoballe sui fondali del Tirreno, Legambiente scrive al ministro Costa: «Basta palleggio di responsabilità».

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Ecoballe sui fondali del Tirreno, Legambiente scrive al ministro Costa: «Basta palleggio di responsabilità».

Greenreport

«Un Suo autorevole intervento con la massima sollecitudine per risolvere l’attuale situazione di stallo»
Sulla triste vicenda delle ecoballe disperse ormai 5 anni fa dalla motonave Ivy al largo di Piombino, nei
fondali del mar Tirreno Legambiente ha inviato al ministro dell’ambiente Sergio Costa una richiesta di
muoversi immediatamente per risolvere un groviglio burocratico che ogni giorno che passa mette sempre più
a rischio un tratto di mare di grande importanza per la biodiversità e l’economia turistica.
Legambiente ricorda a Costa che si tratta di «Oltre 630 quintali di plastiche eterogenee perse dal cargo che
stanno inquinando uno dei tratti di mare al tempo stesso più protetto e più interessato da presenza di rifiuti
plastici dell’intero Mediterraneo. Da un lato infatti stiamo parlando di una porzione di mare in pieno Santuario
Pelagos, il Parco marino internazionale dei mammiferi marini che corre fra Toscana, Sardegna, Liguria e
Costa Azzurra, a ridosso dell’isolotto di Cerboli, Zona A di protezione integrale del Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano. D’altro canto, come è emerso dalle iniziative di volontariato di Vele Spiegate, è noto
che questa porzione di mare sia una delle più interessate dalla presenza di rifiuti plastici. È di qualche
settimana fa lo studio pubblicato su Science e curato dall’Università di Manchester, Durham e Brema in
collaborazione con il National Oceanography Centre (NOC) e l’Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento
del mare (IFREMER) che ha evidenziato come i fondali del Mar Tirreno siano tra i più interessati da
microplastiche al mondo».
Gli ambientalisti ricostruiscono una storia per certi versi incredibile: «La vicenda delle ecoballe perse sui
fondali del Tirreno a circa 50 metri di profondità risale al luglio di 5 anni fa quando la motonave Ivy diretta a
Varna, sul Mar Nero, perse parte del suo carico. L’incidente rimase nascosto per circa tre anni quando, sulla
base di una serie di segnalazioni e dell’attività di monitoraggio dell’Arpa Toscana sulla quantità anomala di
marine litter, si riuscì a risalire all’episodio. Nell’estate dell’anno scorso la vicenda sembrava orientata a
soluzione con la nomina a Commissario da parte del Governo del Contrammiraglio Caligiore, capo del
Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie di Porto presso il Ministero dell’Ambiente. Il provvedimento di
nomina però è stato recentemente impugnato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ne
ha ravvisato gli estremi per il conflitto d’interesse. Su questo contenzioso si è arenato il recupero delle
ecoballe che nel frattempo, a detta dell’Ispra, continuano ad inquinare i fondali del mar Tirreno. “L’Istituto – si
legge nella lettera – si è espresso unanimemente circa l’indifferibilità della messa in opera di ogni azione che
possa contribuire al recupero dei materiali dispersi, in tempi certi e il più presto possibile, pena un costante
aggravio dell’inquinamento in atto”».
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, conclude: «La nostra associazione ha collaborato
fattivamente in questi anni al raggiungimento di importanti risultati per favorire la pratica del plastic free,
soprattutto in territori e litorali importanti e delicati come quelli in questione. Abbiamo organizzato campagne
di recupero rifiuti sulle spiagge. Abbiamo sensibilizzato e coinvolto fattivamente le categorie produttive, il
mondo della pesca e della balneazione, la cittadinanza tutta, le associazioni e le amministrazioni locali in un
percorso virtuoso per sostituire la plastica usa e getta e favorire il recupero di quella dispersa nell’ambiente,
come col progetto Arcipelago Pulito realizzato con Unicoop Firenze e Regione Toscana. Sarebbe
imperdonabile che di fronte a una tale emergenza e a una sensibilità così diffusa nei confronti di questa
tematica, la risposta dell’Amministrazione Centrale si risolvesse in un palleggio di responsabilità fra diversi
soggetti che non ha sortito alcun risultato apprezzabile addirittura in un intero lustro».

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