Plastic e sugar tax, attuazione in dirittura d’arrivo

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Plastic e sugar tax, attuazione in dirittura d’arrivo

Il Sole 24 Ore

Plastic e sugar tax, attuazione in dirittura d’arrivo

Attesi entro fine mese i provvedimenti per fissare l’applicazione dei prelievi

Benedetto Santacroce, Ettore Sbandi

Plastic e sugar tax al via il 1° gennaio 2021 con un approccio parallelo che renda le due imposte applicate con criteri il più possibile appaiati. Senza modifiche normative, pure ancora possibili, nell’open hearing di ieri agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) ha annunciato che adempierà al proprio onere di pubblicazione, entro il 31 ottobre, della determinazione direttoriale che darà il via alla plastic tax e, nello stesso senso, procederà il Mef per l’esecuzione della sugar tax.

L’intenzione comunicata dall’amministrazione è nel senso di appaiare i momenti impositivi, dichiarativi e di versamento eppure, per procedere compiutamente in parallelo, appare necessario un intervento normativo in quanto le due norme, pur simili, sono ad oggi radicalmente distinte per impostazione. La sugar tax, infatti, è un’imposta di consumo pura, che genera la debenza del tributo alla cessione, mentre la plastic tax ha un interesse di fabbricazione, fatto che renderà sicuramente più gravosi i controlli della filiera.

Un punto immediato di allineamento sarà però relativo, a norma invariata, alla figura dei soggetti obbligati. La scelta dell’amministrazione, in questo senso, è logica: saranno obbligati coloro che fabbricano e cedono Macsi o bevande edulcorate, oppure che li fanno fabbricare da terzi per loro conto. In questo senso, Adm si pone in scia con il Mef per l’individuazione dei soggetti obbligati, creando una figura ulteriore, sicuramente iper-estensiva del numero degli operatori coinvolti, ma forse necessaria. Peraltro, si deve osservare che, in caso di cedenti non stabiliti, sarà necessaria la nomina di un rappresentante ad hoc che si auspica non gravato dagli stessi oneri presenti nel sistema delle accise.

Per il resto, gli interrogativi restano e sono ancora molti, avendo Adm condiviso un video-processo molto rapido sul proprio sito web n materia di plastica tax.

Il tema centrale della questione appare essere infatti il dettaglio sui processi di contabilità, sui dati richiesti ai fabbricanti ed ai cedenti, oltre che agli importatori, ed alle loro modalità di presentazione. Vi sono temi che appaiono infatti tutti da approfondire, in particolare legati alle rese teoriche, alle contabilità per masse di plastica vergine e riciclata, ai registri di lavorazione ed alle scritture da tenersi in alcuni casi con cadenza giornaliera ed in altri settimanale.

Nello specifico, una criticità enorme risiede proprio nel «mass balance», ossia nell’idea di fondo di distinguere le plastiche vergini da quelle riciclate che tuttavia in molti casi è difficilissima, poiché i dati di produzione variano anche per lotto e perché, ancor peggio, gli stessi dati in importazione o acquisto intra Ue non sono noti. In proposito, non si condivide la volontà di tassare l’intero prodotto misto in caso di dubbi sulla composizione, che è onere dell’amministrazione sciogliere in accertamento.

Un’idea interessante e tutta da costruire sta nella possibilità di certificare i prodotti con il nuovo marchio Qualitalia che Adm inizia a promuovere dopo l’approvazione di legge.

Altro tema da precisare è poi della assoggettabilità ad Iva del tributo in questione allorquando all’importazione o in rivalsa, fatto che l’Agenzia avrebbe negato e che invece appare pacifico.

In ultimo, resta il grande tema del presupposto oggettivo del tributo. A quanto pare, verranno comunicati i codici di nomenclatura dei polimeri utilizzati per la produzione dei Macsi che sicuramente restringeranno il campo della tassazione. Restano però, al contempo, i temi legati ai prodotti che, in concreto, sono Macsi e quelli, ancor peggio, che sono semilavorati rilevanti ai fini dell’imposta.

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