Argilla, legno, grafite non tossica e semi Così le matite da piantare diventano alberi

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La Nazione – Economia&Lavoro

Argilla, legno, grafite non tossica e semi Così le matite da piantare diventano alberi

La start up danese Sprout ha realizzato un’idea del MIT

di Andrea Ropa MILANO

Un regalo al pianeta che dura una vita. E anche di più. Lo ha pensato Sprout, la start up danese che ha lanciato l’unica matita al mondo che quando diventa troppo corta per scrivere si può piantare in terra, dando vita a un abete invece di diventare rifiuto. L’idea è venuta sette anni fa a un gruppo di studenti del MIT di Boston per lottare contro l’uso indiscriminato delle penne a sfera in plastica, oltre 50 miliardi di pezzi prodotti ogni anno, destinati a finire in discarica o nei termovalorizzatori. Il prototipo è stato rilevato da Sprout, azienda fondata nel 2013 dall’imprenditore visionario Michael Stausholm, che ne ha già vendute più di 30 milioni in oltre 80 Paesi, Italia in testa. Le matite sostenibili Sprout sono disponibili in 10 varietà di semi tra verdure, fiori ed erbe aromatiche e adesso, con questa nuova edizione, possono trasformarsi anche in un albero chiudendo il ciclo: da ciascun albero, infatti, si possono realizzare fino a 170mila matite. Queste possono essere piantate nella terra e ricrescere in nuovi abeti, conifere sempreverdi che assorbono CO2 e producono ossigeno. La nuova edizione speciale ‘Pianta un albero’ è composta da un kit di 5 matite che potranno diventare ciascuna un abete rosso. Ogni matita ha incorporato un messaggio sull’importanza di piantare un albero inciso con tecnologia laser, senza l’utilizzo di materiali chimici dannosi per l’ambiente. Tutte le matite Sprout sono al 100% naturali, biodegradabili e composte da legno proveniente da foreste sostenibili certificate. La struttura è realizzata in grafite non tossica e argilla e la capsula all’estremità superiore della matita, che contiene i semi, è realizzata in materiale organico. Uno dei clienti più importanti di Sprout è l’Arma dei Carabinieri, che usa le matite piantabili come gadget nelle scuole e durante gli eventi su temi ambientali. Fra gli altri clienti, colossi del calibro di Coca-Cola, Ikea, Toyota, Nestlé, Marriott e anche Vip come Michelle Obama, che ha scelto le matite sostenibili di Sprout come gadget per il suo libro ‘Becoming’, e Richard Branson, per gli ospiti che soggiornano nel suo resort a Necker Island. «La tendenza verso comportamenti di consumo più consapevoli è in atto da almeno un decennio, ma la pandemia ci ha costretti a tenere ancora più conto dell’ambiente – dichiara Stausholm – La sostenibilità non sarà più solo un asset ‘utile da avere’ per un’azienda, qualcosa da citare sul proprio sito perché fa una buona impressione. Ma una necessità fondamentale nell’attività e nella strategia di impresa e la pandemia ha spinto in avanti questa tendenza. Con la maggiore attenzione agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con una crescente domanda da parte dei consumatori, è necessario tradurre in azioni e programmi concreti le proprie buone intenzioni. La produzione a basso costo non è più così attraente se si realizzano manufatti a scapito dell’etica e dell’ambiente. Ecco perché nel 2021 vedremo molte aziende europee e americane riportare la produzione nei loro continenti. È più facile supervisionare e si potrà meglio intercettare la maggiore domanda da parte dei consumatori locali». Oltre a scrivere e disegnare, Sprout ha pensato ad altri usi della sua matita piantabile. «A breve – continua Stausholm – lanceremo solo per alcuni mercati, in Europa e negli Stati Uniti, la nostra nuova matita per il trucco, ovvero eyeliner e sopracciglia, che si può piantare dopo l’uso. Il mercato delle matite da make up è enorme e l’industria cosmetica non è una delle più sostenibili. Non solo la capsula piantabile Sprout può diventare fiori di campo dopo l’uso, ma è anche naturale al 100% e cioè certificata anallergica». Sempre in tema di diversificazione del prodotto, Stausholm annuncia anche il lancio imminente di matite Sprout personalizzabili. «Fino ad ora – spiega – stampare il proprio logo o messaggio sulle nostre matite era solo un’opzione per le aziende. Stiamo lavorando per estendere questa opzione a chiunque desideri matite personalizzate per speciali eventi privati: matrimoni, compleanni, piccole riunioni». Dunque, un gesto simbolico e anche un’idea regalo all’insegna dell’economia circolare.

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